28
Mar
2014

Made in Italy — L'Infame


È dispo­ni­bi­le, nel­la sua ter­za edi­zio­ne digi­ta­le (dopo quel­la pio­nie­ri­sti­ca del­la Hybris Comics nel 2006 e quel­la suc­ces­si­va tar­ga­ta MeLe­to), MADE IN ITALY — L'INFAME, un fumet­to che par­la di gio­va­ni bastar­di di bor­ga­ta che rispon­do­no alla cri­si eco­no­mi­ca nel­la manie­ra più sen­sa­ta: a mano arma­ta. Que­sto è sta­to il pri­mo fumet­to da me rea­liz­za­to insie­me a Fran­ce­sco Acqua­vi­va, un mio per­so­na­le clas­si­co. Buo­na lettura.
23
Mar
2014

Lovecraft Zero — Le Copertine

Ecco tut­te le mie coper­ti­ne degli eBook di Love­craft Zero in ver­sio­ne puli­ta. Quel­le del nume­ro 4 (Altro­ve) e del ven­tu­ro 8 (Cthu­lhu — Il Richia­mo) non sono inclu­se, per­ché non ne sono l'autore.

Lovecraft Zero - Dagon 01 — Dagon  

Lovecraft Zero - Nyarlathotep

 02 — Nyarlathotep

Lovecraft Zero - Estraneo

 03 — Esterno

Lovecraft Zero - Il Rito
 05 — Il Rito

Lovecraft Zero - Città Senza Nome

 06 — Cit­tà sen­za nome

Lovecraft Zero - Il Tempio

 07 — Il Tem­pio 
20
Mar
2014

Maschere degli architetti solari

È dispo­ni­bi­le il secon­do volu­me di Armi Nar­ra­ti­ve Spe­ri­men­ta­li: Masche­re degli archi­tet­ti sola­ri. È una novel­la hor­ror sul­le gio­ie del­la medi­ta­zio­ne, sul­la tra­di­zio­ne occul­ti­sti­ca nove­cen­te­sca e sul­le mute­vo­li real­tà dei sogni luci­di. Lo pote­te sca­ri­ca­re in for­ma di eBook dal­la sua sche­da oppu­re leg­ge­re onli­ne su Kontendi.it. 
Come In Silen­zio, anche Masche­re è sta­to com­po­sto in un eser­ci­zio di improv­vi­sa­zio­ne (tro­vi tut­te le tec­ni­che nar­ra­ti­ve nin­ja impie­ga­te nei "Tito­li di Coda" in coda all'eBook). Buo­na let­tu­ra e, mi rac­co­man­do, non tra­scen­de­re il pia­no d'esistenza su cui ti trovi.
P.S. Il ter­zo volu­me, in pro­gram­ma per Apri­le, sarà Edu­ca­zio­ne del Dra­go­ne, una novel­la sull'infanzia di Vlad l'Impalatore.
10
Mar
2014

Armi Narrative Sperimentali

Oggi par­te la mia nuo­va col­la­na ARMI NARRATIVE SPERIMENTALI, una serie di novel­le che si svi­lup­pe­rà per tut­to il 2014. È gra­tis, è sfri­go­lan­te, è in eBook ed è anche con­sul­ta­bi­le onli­ne. Di cosa si tratta?
Dopo aver scrit­to quat­tro roman­zi (più uno in cor­so) e sva­ria­te cen­ti­na­ia di pagi­ne di rac­con­ti bre­vi, sono arri­va­to ad una pro­ce­du­ra per la com­po­si­zio­ne del­le sto­rie piut­to­sto stan­dar­diz­za­ta. Ovve­ro, seguo sem­pre lo stes­so per­cor­so ed otten­go sto­rie che han­no una qua­li­tà più o meno uni­for­me (se sia alta o bas­sa, lascio giu­di­ca­re a te). Cio­no­no­stan­te, vor­rei evi­ta­re di fos­si­liz­zar­mi in un uni­co meto­do testa­to e sicu­ro. Per que­sto, ho scel­to di scri­ve­re una serie di novel­le, ovve­ro rac­con­ti medio-lun­ghi (60–80 pagi­ne cia­scu­no), usan­do per ognu­no uno stra­ta­gem­ma di com­po­si­zio­ne dif­fe­ren­te. Li ren­de­rò dispo­ni­bi­li duran­te tut­to il 2014, e dovreb­be­ro esse­re una deci­na in tut­to. Ogni volu­me sarà distri­bui­to gra­tui­ta­men­te, per­ché, dopo­tut­to, si trat­ta di esperimenti.
I pri­mi due volu­mi, IN SILENZIO e MASCHERE DEGLI ARCHITETTI SOLARI, si basa­no sull'improvvisazione let­te­ra­ria. Se ti inte­res­sa sape­re qua­le sia lo stra­ta­gem­ma alla base di ogni volu­me, ho alle­ga­to al ter­mi­ne del­la sto­ria i "Tito­li di coda", in cui spie­go qual'è il making of del­la novella. 
Ogni volu­me è reso dispo­ni­bi­le nei for­ma­ti più usa­ti (PDF, EPUB, MOBI e let­tu­ra onli­ne) e rim­bal­ze­rà anche su Kontendi.it, il sito/rivista di sto­rie bre­vi inau­gu­ra­to da Edi­zio­ni di Kar­ta. Entro bre­ve, ren­de­rò pos­si­bi­le l'acquisto dei volu­mi in for­ma car­ta­cea, al prez­zo mino­re possibile.
Spe­ro che le novel­le ti piac­cia­no. Dato che si trat­ta di ter­ri­to­ri nar­ra­ti­vi nuo­vi, ogni com­men­to o feed­back è apprezzato.
20
Feb
2014

Artwork per SETTE CATENE

Sette Catene - Cover

 

Ecco, in ante­pri­ma, la cover di Set­te Cate­ne, ter­zo volu­me del­la col­la­na di eBook Love­craft Zero Adden­da (tro­vi il pri­mo volu­me qui ed il secon­do qui). Il rac­con­to, scrit­to da Clark Ash­ton Smith, è un pre­quel del cele­bre Il Tumu­lo di Howard Phil­lips Love­craft, inter­pre­ta­to in chia­ve fan­ta­sy. In sin­te­si, è una sor­ta di Signo­re degli Anel­li in un uni­ver­so d'orrore cosmi­co, ovve­ro la rispo­sta all'annosa doman­da: che sareb­be suc­ces­so se Ara­gorn aves­se incon­tra­to Tsa­thog­gua? (SPOILER: nien­te di posi­ti­vo). La coper­ti­na è sta­ta rea­liz­za­ta dall'artista Khai Vinh (khaiart.wordpress.com).
6
Feb
2014

Perché voglio che Bitcoin crepi tra le fiamme

(tra­du­zio­ne di un arti­co­lo di Char­lie Stross, leg­gi qui l'originale)

Oggi (NdT 18 dicem­bre 2013), Bit­coin ha per­so il 50% del suo valo­re, dopo che si è dif­fu­sa la noti­zia del­la sua non con­ver­ti­bi­li­tà con lo Yuan. Un Bit­coin vale­va 1000$ ieri, men­tre oggi è sce­so a 500$ e con­ti­nua a precipitare.
Otti­mo.
Io voglio che Bit­coin cre­pi tra le fiam­me: que­sto è un ini­zio, ma non basta. Lascia­te che vi fac­cia un rias­sun­ti­no. Come ogni siste­ma valu­ta­rio, Bit­coin ha una sua poli­ti­ca intrin­se­ca. Le deci­sio­ni riguar­dan­ti il modo in cui gestia­mo il dena­ro, la tas­sa­zio­ne e l'economia han­no del­le con­se­guen­ze rea­li: è da esse che pos­sia­mo giu­di­ca­re un siste­ma finan­zia­rio. Il nostro siste­ma glo­ba­le attua­le è una mer­da, ma sot­to­pon­go a voi la tesi che Bit­coin sia peggio.
Tan­to per comin­cia­re, il Bit­coin è intrin­se­ca­men­te defla­zio­ni­sti­co. Esi­ste un limi­te al nume­ro di Bit­coin che pos­so­no esse­re crea­ti (o "mina­ti", nel ger­go spe­ci­fi­co: i nuo­vi Bit­coin sono emes­si attra­ver­so la solu­zio­ne di ope­ra­zio­ni mate­ma­ti­che che diven­go­no man mano più dif­fi­ci­li con l'esplorazione del­lo spa­zio Bit­coin: come avvie­ne per il cal­co­lo dei nume­ri pri­mi, la loro dif­fi­col­tà è espo­nen­zia­le). Que­sto signi­fi­ca che il costo dell'emissione di nuo­vi Bit­coin cre­sce con il pas­sa­re del tem­po, cosic­ché il valo­re dei Bit­coin cre­sce in rela­zio­ne ai beni e ser­vi­zi dispo­ni­bi­li in que­sta valu­ta. Meno sol­di inse­gui­ran­no i beni; meno dena­ro ci sarà da spen­de­re per tut­ti (quan­do la quan­ti­tà di mer­ci supe­re­rà abbon­dan­te­men­te la quan­ti­tà di Bit­coin). Sug­ge­ri­men­to: la defla­zio­ne e l'inflazione sono due cose mol­to diver­se; in par­ti­co­la­re, tene­te bene a men­te che la defla­zio­ne non è il con­tra­rio dell'inflazione (seb­be­ne non pos­sa­no acca­de­re con­tem­po­ra­nea­men­te: puoi bec­car­ti una malat­tia oppu­re l'altra).
Il Bit­coin è sta­to pro­get­ta­to per esse­re veri­fi­ca­bi­le (ovve­ro non fal­si­fi­ca­bi­le), ma è anche del tut­to intrac­cia­bi­le, e mol­to faci­le da nascon­de­re. Più faci­le di un sac­co pie­no di doblo­ni, in ogni caso. Ed è anche più faci­le spe­dir­lo all'altro capo del mon­do con la sem­pli­ce pres­sio­ne di un tasto.
I liber­ta­ri lo ama­no per­ché toc­ca le stes­se aree con­cet­tua­li dei loro fetic­ci auri­fe­ri e non ha l'aspetto di una mone­ta fiat. Puoi figu­rar­te­lo come una sor­ta di risor­sa infor­ma­ti­ca scar­sa, una spe­cie di equi­va­len­te digi­ta­le dell'oro. Gli sta­ti nazio­na­li non ne con­trol­la­no l'emissione, per ciò bypas­sa le ban­che centrali.
Ma c'è una varie­tà di gigan­te­schi effet­ti col­la­te­ra­li. Ecco una serie di link che ne illu­stra­no i principali:
 
1) L'impronta eco­lo­gi­ca del­le "minie­re" di Bit­coin sem­bra usci­ta dall'Inferno (sic­co­me il pote­re di cal­co­lo neces­sa­rio per crear­li è in costan­te asce­sa, i costi elet­tri­ci impen­na­no). Que­sto arti­co­lo pre­sen­ta del­le cifre discu­ti­bi­li, ma il ragio­na­men­to di base è solido.
 
2) I soft­ware per mina­re Bit­coin, ormai, sono stra­pie­ni di virus, per­ché usa­re un com­pu­ter altrui per mina­re Bit­coin è più faci­le che com­prar­si un muc­chio di hard­ware apposito.
 
3) Bit­coin vio­la la leg­ge di Gre­sham: l'elettricità ruba­ta scac­ce­rà i mina­to­ri one­sti. In que­sto modo, i bene­fi­ci saran­no rac­col­ti in lar­ga misu­ra dai cri­mi­na­li più spietati.
 
4) La tota­le man­can­za di rego­la­men­ta­zio­ne per­met­te l'emersione di mer­ca­ti vera­men­te orri­pi­lan­ti, come quel­li dedi­ti all'omicidio, alla pedo­por­no­gra­fia e alla droga. 
 
Il Bit­coin è anche intrin­se­ca­men­te dan­no­so per il tes­su­to socia­le. Pen­si che le nostre feno­me­na­li ban­che d'investimento non paghi­no le tas­se dovu­te? Beh, Bit­coin è pra­ti­ca­men­te pro­get­ta­to per con­sen­ti­re l'evasione fisca­le. Inol­tre, il coef­fi­cien­te di Gini dell'economia Bit­coin è agghiac­cian­te, e con­ti­nua a peg­gio­ra­re, così tan­to da far sem­bra­re le clep­to­cra­zie sub­sa­ha­ria­ne del­le uto­pie socia­li­ste, in con­fron­to. Inol­tre, se tut­to ciò va avan­ti così come è anda­to nel recen­te pas­sa­to, le estra­po­la­zio­ni linea­ri ci mostra­no come il Bit­coin com­pro­met­te­rà la sta­bi­li­tà dei gover­ni, per non men­zio­na­re la sua deva­sta­zio­ne dei siste­mi di tas­sa­zio­ne redi­stri­bu­ti­vi e degli ammor­tiz­za­to­ri socia­li, se il suo valo­re con­ti­nua ad aumen­ta­re (e pare che le sue pro­prie­tà defla­zio­ni­sti­che ser­va­no pro­prio a quello). 
In bre­ve, il Bit­coin appa­re pro­get­ta­to come un'arma diret­ta al dan­neg­gia­men­to del­le ban­che cen­tra­li, crea­to con in testa una linea poli­ti­ca liber­ta­ria dura. Il suo sco­po sem­bra quel­lo di logo­ra­re l'abilità degli sta­ti di riscuo­te­re le tas­se e con­trol­la­re le tran­sa­zio­ni finan­zia­rie dei suoi cit­ta­di­ni. Il che é una figa­ta se sei un liber­ta­rio, ma io con­si­de­ro il liber­ta­ri­smo simi­le al leni­ni­smo: è una teo­ria poli­ti­ca affa­sci­nan­te ed inter­na­men­te coe­ren­te ed ha mol­ti pun­ti posi­ti­vi ma, pur­trop­po, offre del­le indi­ca­zio­ni su come gesti­re le socie­tà uma­ne che fun­zio­na­no sol­tan­to se sosti­tuia­mo i rea­li, inca­si­na­ti, esse­ri uma­ni con degli uma­noi­di sfe­ri­ci, pri­vi di fri­zio­ne, la cui den­si­tà è uni­for­me (per­ché la teo­ria si fon­da su sem­pli­fi­ca­zio­ni del com­por­ta­men­to uma­no che sono, sfor­tu­nan­ta­men­te, sbagliate).
 
In sin­te­si: il siste­ma ban­ca­rio attua­le ed il tar­do capi­ta­li­smo fan­no caga­re, ma sosti­tuir­li con il Bit­coin sareb­be come gua­ri­re da un'unghia incar­ni­ta e pigliar­si la can­cre­na di Fournier.
6
Feb
2014

Re degli Orchi (4 di 4)

Re degli Orchi
Una sto­ria d’amore
Par­te 4 di 4
Capi­to­lo 7

Non è impor­tan­te sta­bi­li­re se sarò il pros­si­mo. Pro­ba­bil­men­te, sono già mes­so peg­gio di tut­ti gli esem­pi cita­ti. Maga­ri non voglio pen­sa­re a quel che pen­sa di me la gen­te. Colo­ro che ho dipin­to in toni sep­pia ed ho svil­la­neg­gia­to sono i miei ami­ci, le per­so­ne a cui ten­go di più, colo­ro che fre­quen­to. Il ritrat­to pate­ti­co che ne ho fat­to è, da mol­ti pun­ti di vista, una men­zo­gna: non una rap­pre­sen­ta­zio­ne fede­le, ma una grot­te­sca caricatura… 
I miei ami­ci sono intri­gan­ti ed enig­ma­ti­ci, intel­li­gen­ti e buf­fi: inol­tre, il loro equi­li­brio è per­fet­to. Andy si è appe­na spo­sa­to; Mike lo farà pre­sto. Andy ha pro­ba­bil­men­te per­so 45 chi­li dai tem­pi in cui quel video imma­gi­na­rio fu "gira­to". Dave è tor­na­to a WoW per­ché Zarq ha ripre­so di sua spon­ta­nea ini­zia­ti­va. Inol­tre, cre­do pas­si più tem­po di me insie­me a per­so­ne in car­ne ed ossa (inu­ti­le spe­ci­fi­ca­re che si vedo­no per gio­ca­re a Magic The Gathe­ring, ma comunque…).
Eppu­re, la nostra cul­tu­ra (e Megan, ed io) è pie­na di pau­ra, incer­tez­za e dub­bi sul­la gen­te come me e come loro. Quan­do li incon­tro, que­ste orri­bi­li, ingiu­ste idee che ho su di loro spa­ri­sco­no, ulu­lan­do, dal­la mia men­te. Per­ché non impor­ta quan­ta fidu­cia abbia in loro: c’è sem­pre una par­te di me che pen­sa: «Guar­da, per l’amor di Dio…». E, a pre­scin­de­re da quan­ta fidu­cia abbia in me stes­so, che si chie­de se gli altri pen­si­no lo stes­so di me.

Capi­to­lo 8

Mi ren­do con­to che esi­ste un peri­co­lo rea­le die­tro quel­la pau­ra; pos­so vede­re il pre­ci­pi­zio davan­ti a me. È que­sto ad aver­mi fat­to abban­do­na­re WoW. Cio­no­no­stan­te, insi­sto sul fat­to che non deb­ba esse­re per for­za così. In fon­do, sono indi­gna­to. Insi­sto per­ché mi si accet­ti così come sono. Insi­sto per­ché esse­re me stes­so sia leci­to al 100%. Ed insi­sto che ci sia un equi­li­brio, anche se io non l’ho anco­ra trovato.
Quest’estate, Megan ed io abbia­mo tra­slo­ca­to nel­la nostra pri­ma vera casa, una fie­ra barac­ca con un incre­di­bi­le poten­zia­le. Pri­ma che il lavo­ro esti­vo di Megan ini­zias­se, bru­cia­va­mo dal desi­de­rio di ristrut­tu­ra­re, ridi­pin­ge­re, aggiu­sta­re, ripu­li­re ed apri­re i pac­chi. Poi, Megan ini­ziò a lavo­ra­re di pome­rig­gio. Lei anda­va a lavo­ro, ed io ini­zia­vo ad apri­re i pac­chi, nel­la spe­ran­za di riu­sci­re nell’impresa di libe­rar­me­ne pri­ma che lei doves­se tor­na­re agli stu­di, alla fine dell'estate. O meglio, avrei ini­zia­to ad apri­re i pac­chi, se non fos­si sta­to inter­rot­to da pro­fon­di ragio­na­men­ti su come accu­mu­la­re i Distin­ti­vi del­la Giu­sti­zia neces­sa­ri per acca­par­rar­mi quel­la fighis­si­ma cin­tu­ra magi­ca su cui ave­vo posa­to gli occhi, maga­ri met­ten­do insie­me un grup­po, diri­ger­mi a Bota­ni­ca per gua­da­gna­re repu­ta­zio­ne Sha’tar e…
E poi Megan tor­na­va a casa, ed io non ave­vo fat­to nien­te, e lei attin­ge­va alle sue tita­ni­che riser­ve di pazien­za per non get­tar­mi dal­le sca­le. Mi sen­ti­vo un ver­me, lei si sen­ti­va ade­gua­ta­men­te fru­stra­ta, ed io pen­sa­vo: «For­se dovrei smet­te­re». E, dopo un mese di que­sta rou­ti­ne, di dol­ce far nul­la, ho smesso.
È que­sta la par­te inquie­tan­te: for­se il mio equi­li­brio nasce dall’arrendermi, dal­la mia con­sa­pe­vo­lez­za che il desi­de­rio di gio­ca­re mi ter­rà (ed ha tenu­to) sve­glio fino alle tre del mat­ti­no a fare scor­ri­ban­de per Mecha­nar, men­tre mia moglie dor­me dell’altra stan­za; mi ren­de­rà trop­po spa­ven­ta­to dal mon­do per affron­ta­re la pagi­na bian­ca, trop­po occu­pa­to per bada­re a mia moglie, men­tre affo­ga nel mon­do in cui io l’ho tra­sci­na­ta. For­se ciò che mi sal­va è che ne sono coscien­te, e quin­di pos­so cam­bia­re dire­zio­ne. Sup­pon­go che la mia for­za sia costi­tui­ta dall'indisponibilità di Megan ad abban­do­nar­mi ad Azeroth.
Se que­sta è la mia for­za — se mi sono sal­va­to per­ché ho smes­so — la mia lamen­ta­zio­ne è que­sta: devo ren­der­mi con­to del­la mia capa­ci­tà di esse­re con­su­ma­to, del mio desi­de­rio di cede­re, e del­la con­sa­pe­vo­lez­za di non poter­lo fare. Sup­pon­go che esse­re adul­ti signi­fi­chi pro­prio questo.

Capi­to­lo 9

«In real­tà, ho appe­na smes­so» dis­si a Sarah.
«No, non l’hai fat­to» rispo­se «Ti stai sol­tan­to pren­den­do una pausa.»
(Dave, quan­do gli dis­si che smet­te­vo, si affret­tò a pre­ci­sa­re: «Non can­cel­la­re i tuoi per­so­nag­gi. Se vuoi con­ge­la­re l’account, bene. Fai una pau­sa, pen­sa­ci. Fin­ché non can­cel­li i per­so­nag­gi, tor­ne­rai qun­do sei pronto.»)
«Sì, ho chiu­so l’account l’altro giorno.»
«Cer­to» dis­se Sarah «Aspet­ta un paio di mesi. Tornerai.»
«Spe­ro di no.»
«Tor­ne­rai» mi disse.
Da quan­do ho smes­so, il mio tem­po libe­ro è più libe­ro, e sono sta­to costret­to a tro­va­re nuo­vi modi per pro­cra­sti­na­re il lavo­ro. Modi che non si por­ti­no con se uno stig­ma socia­le così for­te. Ho ini­zia­to a vede­re in giro la pub­bli­ci­tà del­la nuo­va espan­sio­ne, e descri­vo i miei sen­ti­men­ti nei suoi con­fron­ti come una “vaga nostal­gia”. Non voglio tor­nar­ci, sul serio.
Più tar­di, insie­me a tut­ti i col­le­ghi, ci tro­vam­mo in stra­da per anda­re a pran­zo. Sen­ti­vo Sarah par­la­re con un altro ragaz­zo. Lui le dis­se «Ho appe­na smes­so». «No, non l’hai fat­to» rispo­se lei. Il rifiu­to che Sarah oppo­ne­va alla nostra deci­sio­ne era rive­la­to­re: ci ver­go­gnia­mo del­la nostra con­dot­ta. O, alme­no, per me è così. Sono sta­to sot­to­po­sto ad un tale quan­ti­ta­ti­vo di osti­li­tà da par­te del pros­si­mo per le mie abi­tu­di­ni di gio­co — anche in modo non pale­se, come uno sguar­do o un com­men­to sar­ca­sti­co — che mi sono lascia­to influen­za­re. Abor­ro que­sto sde­gno; incar­no que­sto sde­gno. Dipin­go ritrat­ti al vetrio­lo dei miei ami­ci più cari, per­ché vedo rifles­si in loro gli aspet­ti che odio in me stes­so. Non so più come esse­re me stesso.

Capi­to­lo 10

«Ora, dim­mi tut­to quel­lo che sai su WoW» chie­si a Megan.
«Per­ché? Così mi puoi far fare la figu­ra dell’imbecille? Così puoi far sem­bra­re che mi oppon­ga ad una cosa di cui, in real­tà, non so niente?»
Megan è sul­la difen­si­va per­ché sa che anche io sono sul­la difensiva.
«Voglio sem­pli­ce­men­te saper­lo.» le dico.
Lei chiu­de il suo lap­top ed ema­na irri­ta­zio­ne nei miei confronti.
«È un gio­co di ruo­lo… online?»
«Cor­ret­to.»
«E devi sce­glie­re un ser­ver, e ci sono un muc­chio di ser­ver, e devi sce­glie­re quel­lo giu­sto per­ché se no non cono­sci nes­su­no, e puoi tra­sfe­ri­re i tuoi per­so­nag­gi da uno all’altro, ma devi ave­re qual­che tipo di pote­re arca­no per far­lo o voo­doo inter­net­ti­sti­co o sol­di o qual­co­sa del genere.»
«Sì, sono tut­ti mol­to simili.»
«Ed ini­zi, e devi fare que­ste mis­sio­ni, e la pri­ma è ammaz­za­re dei lupi, per­ché è la pri­ma che è capi­ta­ta a me.»
(Qui mi pen­to un pochi­no di aver­la spin­ta a pro­va­re il gio­co, anche sol­tan­to per un'ora)
«E quan­do arri­vi al livel­lo 70, puoi anda­re in un posto speciale…»
Par­la per un pò, per cin­que minu­ti, e toc­ca mol­ti aspet­ti del gio­co. Pote­va andar peg­gio. È la descri­zio­ne che dare­sti ad un prin­ci­pian­te, o a tua non­na, quan­do ti chie­de di che trat­ta WoW. Megan non cono­sce le spe­ci­fi­che del­le clas­si, o nien­te di tan­to intri­ca­to quan­to i nomi dei dun­geon o dei boss o cose del gene­re. Sono, in un cer­to sen­so, con­for­ta­to dal­lo sco­pri­re che sa di WoW più o meno quel che io so di cuci­to, il suo hob­by preferito.
«…e che sei diven­ta­to il Re degli Ogre.»
Que­sto è ciò che temo di WoW, il moti­vo per cui ho smes­so: gio­ca­re mi ren­de un orco, e, quan­do sono un orco, devo far fin­ta di esser­ne il re. Sci­vo­lo via dagli ami­ci, dal­la mia vita e dai miei pari. Vedo gli altri su Aze­roth e mi repu­to miglio­re di loro.
Que­sta è la veri­tà: non pos­so esse­re uno di loro. Con loro, espri­mo le par­ti peg­gio­ri di me stes­so. Sono irri­tan­te, gras­so ed anti­so­cia­le. Diven­ta­re uno di loro signi­fi­ca abban­do­na­re me stesso.
Que­sta è la veri­tà; sono uno di loro. Come loro, non miglio­re. Li amo, tut­ti, uno per uno. Irri­tan­ti, osses­si­vi, anti­so­cia­li. Sono me. Ed abban­do­nar­li signi­fi­ca abban­do­na­re me stesso.