4
Feb
2014

Re degli Orchi (2 di 4)

Re degli Orchi
Una sto­ria d’amore
Par­te 2 di 4

(di J. Nicho­las Gei­st, tra­dot­to da Kill Screen #1 — No Fun)


Leg­gi la pri­ma parte


Capi­to­lo 2


Giun­se il pri­mo gior­no di lavo­ro. Come si con­fà ad un nerd, ero un ven­di­to­re di com­pu­ter. Io ed i miei col­le­ghi aspet­ta­va­mo, a disa­gio, che ci venis­se det­to di entra­re nel­la came­ra in cui sareb­be avve­nu­to l’orientamento. Duran­te l'attesa, pre­si le misu­re dei miei nuo­vi col­le­ghi: tre gros­si cef­fi dall’aspetto sec­chio­ne (me com­pre­so), un nerd magro­li­no, una ragaz­za, gio­va­ne e cari­na, con un appa­rec­chio ai den­ti che pos­so solo descri­ve­re come “scin­til­lan­te”. La sua diso­mo­ge­nei­tà rispet­to al grup­po era ridi­co­la. I ragaz­zi ave­va­no tut­ta l’aria di dor­mi­re con foto di Stan Lee sot­to il cusci­no. Era faci­le imma­gi­nar­ci men­tre fru­ga­va­mo tra le visce­re di un lap­top feri­to. Quel­la ragaz­za, inol­tre, non ave­va più di vent’anni. Non ave­va l’aspetto di una che spen­de più di 100$ al mese in fumet­ti (non lo fac­cio neanch’io, bada bene, ma potrei di sicu­ro far­lo). Io face­vo bal­lon­zo­la­re i pie­di, e mi muo­ve­vo in avan­ti ed indie­tro: la mia tra­di­zio­na­le dan­za dell’imbarazzo.
«Ti chia­mi Josh» mi dis­se uno dei miei com­pa­gni nerd.
«Sì…» rispo­si. Non l'avevo mai visto prima.
«Sono un genio.» dis­se lui.
«Oh…?» chie­si. La dan­za proseguì.
«C’è scrit­to sul­la tua taz­za» sot­to­li­neò lui.
«Aha»
Ini­ziam­mo a caz­zeg­gia­re, par­lan­do di nomi, di come la gen­te stor­pias­se i nostri con rego­la­re fre­quen­za. Gene il Genio veni­va spes­so con­fu­so con Jean. Phil diven­ta­va Fill. Nes­su­no sba­glia­va il nome di Josh, per­ché di Josh ce ne sono un milio­ne. Solo chiac­chie­re di cir­co­stan­za del­la più infi­ma risma. La mia atten­zio­ne rica­de­va spes­so sul­la ragaz­za, così diver­sa da noi, e di come ten­tas­se di inse­rir­si in quel con­te­sto. Di nasco­sto, face­va anche lei cosplay? Anda­va alla Comic-Con? Pos­sie­de­va un suo bat’leth per­so­na­le? Quan­do il nostro capo ci chia­mò, salim­mo le sca­le. Io e Phil/Fill fum­mo mes­si in cop­pia: dove­va­mo par­la­re, in modo da cono­scer­ci meglio, per poi pre­sen­ta­re il nostro part­ner al grup­po. Discu­tem­mo di mogli e figli e case, ed i rela­ti­vi van­tag­gi del­le distri­bu­zio­ni di Linux bina­rie o sour­ce-built. Die­tro di me, rie­cheg­giò la tenue voce fem­mi­ni­le dell’Altra: «Beh, io sono Sarah e gio­co a World of War­craft…»
Aha.

Capi­to­lo 3

È una varie­tà peri­co­lo­sa del­la curio­si­tà, quel­la che mi spin­se a chie­de­re a Megan, una not­te dopo cena, di dir­mi tut­to quel che sape­va sui miei com­pa­gni di gilda.
«Mmh. Beh, non ricor­do i loro nomi, ma c’è una cop­pia spo­sa­ta che vive in Geor­gia: par­la­no sem­pre del­la loro vita sessuale…»
«Mol­to det­ta­glia­ta­men­te.» aggiun­si io.
«…e c’è il ragaz­zi­no che bestem­mia da mat­ti. E poi il tipo pie­no di sol­di, e poi il ragaz­zo fasti­dio­so chia­ma­to Davy….»
Men­tre par­la­va, nel­la mia testa: trion­fo! Brian e Amy vivo­no in Texas, Davy è quel­lo ric­co ed il ragaz­zo fasti­dio­so si chia­ma Lucas. Megan non cono­sce nem­me­no Pat, o Chloe, o Will. Que­sto vuol dire che l’ho espo­sta sol­tan­to ad una dose mini­ma­le di ner­di­tà. Haha! Sono un bra­vo mari­to. O qual­co­sa del genere.
E anche: potreb­be andar peg­gio. Lei non gio­ca, tran­ne per quel­la vol­ta in cui l’ho spin­ta a pro­var­ci. Non ha mai par­la­to con loro tra­mi­te Ven­tri­lo, il ser­vi­zio VoIP che usia­mo per comu­ni­ca­re duran­te le par­ti­te. Pro­ba­bil­men­te non riu­sci­reb­be a rico­no­scer­ne le voci. Non si è mai sedu­ta all’aeroporto ad aspet­ta­re gen­te che cono­sce sol­tan­to per­ché ha sen­ti­to le loro voci ed ha visto le foto dei loro gnomi.
Ed infi­ne, per fare il pun­to del­la situa­zio­ne: Oh, mer­da.
Mi ven­ne l’impulso mal­sa­no di chie­der­le di dir­mi tut­to quel­lo che sape­va su WoW. Lo soppressi.

Capi­to­lo 4



Men­tre era­va­mo in pau­sa, andai da Sarah. Era­va­mo simi­li, per cui dovet­ti por­le una doman­da: «Su che ser­ver sei?»
«Ale­x­strasza» rispon­de «Tu?»
«Sil­ver Hand.» Il gio­co ha una enor­me popo­la­zio­ne (più di 11 milio­ni, all’ultima con­ta) e rie­sce a gestir­la divi­den­do­la in vari ser­ver, cia­scu­no con­te­nen­te una copia inte­gra­le del­lo stes­so mon­do. Incon­tra­re per caso per­so­ne che gio­ca­no sul tuo ser­ver è più o meno come anda­re a Disney­world ed imbat­ter­ti in tuo cugino.
Quin­di bla­te­ram­mo di WoW, con­fron­tan­do la den­si­tà di Stre­go­ni sui rispet­ti­vi ser­ver, dibat­ten­do del­le ingiu­ste calun­nie rivol­te ai Cac­cia­to­ri… il gene­re di ner­di­tà distil­la­ta che è dif­fi­ci­le tro­va­re oltre le mura del Lar­ge Hadron Col­li­der. Pro­se­guim­mo fin­ché non ci tro­vam­mo al McDo­nald, in cui ordi­nai una Diet Coke, men­tre lei non pre­se nul­la. È stra­no: duran­te il ritor­no, mi resi con­to di non ave­re asso­lu­ta­men­te nul­la in comu­ne con quel­la ragaz­za. Pro­prio nul­la. Anche all’interno del gio­co, face­va­mo cose diver­se, fre­quen­ta­va­mo gen­te diver­sa, ave­va­mo diver­si obiet­ti­vi. La nostra chiac­chie­ra­ta durò 15 minu­ti. Fu inte­ra­men­te con­dot­ta in un lin­guag­gio con­di­vi­so e trat­tò di espe­rien­ze con­di­vi­se: cio­no­no­stan­te, non c’era asso­lu­ta­men­te alcu­na con­nes­sio­ne tra me e lei. D'un trat­to, mi sen­tii vuoto.
Se mi chie­di, come io stes­so ho fat­to, per­ché gio­ca­vo a WoW, la rispo­sta è mol­to chia­ra: con­nes­sio­ne. Gio­ca­vo per sta­re insie­me a gen­te come me, per­so­ne che tro­vo rara­men­te nel mon­do ester­no. Per­so­ne che, di nor­ma, non chie­do­no: «Per­ché gio­chi a WoW men­tre potre­sti [inse­ri­re impre­sa sover­chian­te qui]?». Anzi, al con­tra­rio, sono soli­te dire cose così: «Cer­to, potrei fare la mara­to­na di Boston tra tre ore, ma… sì, cre­do che pro­ba­bil­men­te andrò nel dun­geon di Steamvaults.»
Ma, men­tre par­la­vo con Sarah del fat­to che lei ed il suo ragaz­zo — un det­ta­glio che rie­vo­ca­va in con­ti­nua­zio­ne, pro­ba­bil­men­te per disin­cen­ti­var­mi a pro­var­ci con lei — si sta­va­no crean­do nuo­vi per­so­nag­gi, dei Ladri, su un nuo­vo ser­ver, ero sopraf­fat­to dal­la sen­sa­zio­ne che que­sto spe­cia­le, con­di­vi­so lega­me di Alte­ri­tà con­tro il resto del mon­do fos­se in lar­ga par­te mera appa­ren­za. Con­di­vi­de­va­mo quell’attività per poter fin­ge­re di esse­re simi­li, ma non c’era nien­te di genui­no nel nostro lega­me: era­va­mo soli.
«In real­tà» le dis­si «Io ho appe­na smesso.»


 
3
Feb
2014

Re degli Orchi (1 di 4) — Testimonianza di un tossico di World Of Warcraft

Allo­ra, recap: qual­che tem­po fa, su Mega­chipGiu­liet­to Chie­sa si è lan­cia­to in una invet­ti­va con­tro GTA V ed, in gene­ra­le, alcu­ni effet­ti nega­ti­vi da lui riscon­tra­ti in alcu­ne mani­fe­sta­zio­ni del medium video­ga­me (atten­zio­ne: eufe­mi­smo gigan­te in cor­so). La pole­mi­ca è si è svi­lup­pa­ta in quat­tro contributi:
1) Pez­zo ori­gi­na­le di Chie­sa a que­sto link, al che
2) io ho ten­ta­to di dimo­stra­re la mia con­tra­rie­tà alle sue tesi a que­sto link
3) poi Pao­lo Bar­to­li­ni ha dato il suo con­tri­bu­to a que­sto link 
4) ed, infi­ne, Giu­liet­to Chie­sa ha rin­ca­ra­to la dose a que­sto link, rispon­den­do al mio pez­zo e svi­lup­pan­do ulte­rior­men­te il suo ragionamento. 
Ora, la mia rea­zio­ne natu­ra­le sareb­be sta­ta quel­la di rispon­de­re con un quin­to pez­zo, ed anda­re ad enu­me­ra­re le varie occa­sio­ni in cui Chie­sa, nel suo ulti­mo testo, frain­ten­de le mie tesi in vari pun­ti (for­se per una mia caren­za argo­men­ta­ti­va), oppu­re sostie­ne assun­ti che io riten­go infon­da­ti, oppu­re ela­bo­ra del­le rico­stru­zio­ni fan­ta­sio­se, oppu­re espri­me altre idee con cui mi potrei even­tual­men­te tro­va­re d'accordo. 
Ho scel­to di non far­lo, per­ché, fran­ca­men­te, dubi­to che a qual­cu­no impor­ti di una len­zuo­la­ta d'autopsia testua­le scrit­ta con l'unico obiet­ti­vo di Dimo­stra­re Che Ho Ragio­ne. Dopo­tut­to, ho già espres­so il mio pun­to di vista a gran­di linee ed il let­to­re potrà con­sul­ta­re i vari arti­co­li del­la bagar­re in que­stio­ne e far­si la sua idea. Al posto di una enne­si­ma rispo­sta, voglio coglie­re l'ultimo spun­to di Giu­liet­to, ovve­ro quel­lo di par­te­ci­pa­re al dibat­ti­to. Per cui, pri­ma rego­la del dibat­ti­to: capia­mo di che stia­mo par­lan­do. Il mio con­tri­bu­to è la tra­du­zio­ne di una testi­mo­nian­za diret­ta di uno "zom­bie" (come lo chia­ma Chie­sa), che rac­con­ta la sua dipen­den­za da World Of War­craft ed il modo in cui il video­ga­me ha defor­ma­to la sua vita. Ho scel­to pro­prio que­sto arti­co­lo per­ché non mostra un caso estre­mo: chiun­que abbia gio­ca­to a WoW ci si può, alme­no in par­te, iden­ti­fi­ca­re. È un lun­go pez­zo appar­so su Kill Screen, che io riten­go esse­re una del­le miglio­ri rivi­ste "alte" sul tema video­ga­me. Vedia­mo di cono­scer­li, que­sti zom­bie, e vedia­mo cosa loro stes­si han­no da dire. Data la sua lun­ghez­za, ne pub­bli­che­rò un pez­zo al gior­no. Ah, dimen­ti­ca­vo: natu­ral­men­te, FOR THE HORDE!
 
P.S. Mi per­do­ne­ran­no i gio­ca­to­ri di WoW, ma ho dovu­to ade­gua­re in cer­te par­ti il lin­guag­gio per ren­der­lo com­pren­si­bi­le agli esse­ri uma­ni (un esem­pio tra i tan­ti: il tito­lo ori­gi­na­le è "King of Ogres").

Re degli Orchi
Una sto­ria d’amore
Par­te 1 di 4
(di J. Nicho­las Gei­st, tra­dot­to da Kill Screen #1 — No Fun)

Pro­lo­go


Non rie­sco ad ascol­ta­re più la musi­ca dei Kings of Leon sen­za che la men­te rie­vo­chi il grind (NdT: atti­vi­tà lun­ga e ripe­ti­ti­va all’interno di un video­ga­me, mira­ta ad accu­mu­la­re risor­se da uti­liz­za­re in-game per otte­ne­re un equi­pag­gia­men­to miglio­re). Non appe­na la voce di Caleb Fol­lo­will emer­ge dal mio iPod, tor­no a Dusk­wood, nel con­ti­nen­te di Aze­roth. Là ho tra­scor­so gior­na­te a rac­co­glie­re gli ingre­dien­ti per crea­re Eli­sir dell’Agilità. Per ore, cor­re­vo qua e là tra la Fat­to­ria di Yor­gen e Addle’s Stead, ucci­den­do ogni Defias che riu­scis­si a tro­va­re, in atte­sa di un bot­ti­no che non arri­va­va mai.
«Non mi sarei dovu­to distur­ba­re,» mi dice­vo, sghi­gnaz­zan­do «Per quel +8 all’Agilità, non ne vale la pena…»
«Che?» mi chie­se Megan. Face­va le puli­zie in bagno, e mi ha sen­ti­to ridere.
«Uh… bana­ne.» rispo­si «Sono ric­che di potassio.»
«Aha» dis­se. Scos­se la testa, pun­tan­do gli occhi sul suo mise­ra­bi­le, tra­gi­co mari­to. Tor­nò alle pulizie.
Se c’è un imma­gi­ne che ben rap­pre­sen­ta quell’estate è pro­prio que­sta: una Megan esa­spe­ra­ta, inten­ta a man­da­re avan­ti le fati­che del­la vita quo­ti­dia­na, men­tre la mia men­te si cro­gio­la, inde­ci­sa, tra le mol­te varia­bi­li offer­te dai pae­sag­gi implau­si­bi­li di Azeroth.

Capi­to­lo 1

Tut­to ini­ziò a ridos­so di Nata­le. Mi resi con­to che era pas­sa­to un’anno da quan­do ave­vo acqui­sta­to The Bur­ning Cru­sa­de, la pri­ma espan­sio­ne di World Of War­craft, un gio­co onli­ne osce­na­men­te popo­la­re. Smi­si di gio­car­ci cir­ca un mese dopo. Ma ini­zia­vo a pro­va­re nostal­gia per il gio­co, ed ero dolo­ro­sa­men­te coscien­te di quan­te aree del mon­do vir­tua­le non aves­si esplo­ra­to. In aggiun­ta, il mio miglio­re ami­co, Dave, e sua moglie, Zar­qua, ave­va­no ripre­so a gio­ca­re; far­lo anch’io mi par­ve un buon modo per fre­quen­tar­li. Megan ed io man­gia­va­mo ad un fast food, quan­do glie­lo dis­si: «Pen­sa­vo di ripren­de­re ad usa­re il mio account di WoW».
«Oh, sì?» chie­se. Non ricor­do esat­ta­men­te cosa fece. For­se guar­da­vo il menù per evi­ta­re di nota­re la sua rea­zio­ne. Imma­gi­no che tut­ti i suoi musco­li le si sia­no irri­gi­di­ti e la sua spi­na dor­sa­le si sia driz­za­ta, qua­si aves­si sfo­de­ra­to un coltello.
«Sì, Dave e Zarq han­no ripre­so a gio­ca­re,» dis­si «ed ora abbia­mo tut­ti un gior­no libe­ro il mar­te­dì. Quin­di… pen­sa­vo che potrem­mo rico­min­cia­re tut­ti da capo con un nuo­vo per­so­nag­gio e pro­se­gui­re insieme.»
«Una vol­ta alla set­ti­ma­na, uh?»
«Sì, cer­to. Non come prima.»
Dopo que­sta con­ver­sa­zio­ne, più o meno tut­ti i gior­ni, si ripe­té la stes­sa sce­na. Maga­ri sta­va­mo facen­do shop­ping, o ci tro­va­va­mo sedu­ti al bar, o sul­la stra­da per Yose­mi­te, oppu­re in atte­sa al risto­ran­te. Lei tor­na­va dal bagno e mi tro­va­va impe­gna­to a cal­co­la­re i miglio­ri coef­fi­cien­ti di attac­co per il gio­co. Lei guar­da­va un film ed io sce­glie­vo la miglio­re com­bi­na­zio­ne per le mie armi ed arma­tu­re. Quin­di non so dire con pre­ci­sio­ne, o cosa stes­si facen­do, quan­do avven­ne la seguen­te con­ver­sa­zio­ne. In un fur­ti­vo momen­to di distra­zio­ne nerd, mi scap­pò un «Oddio» dal­le labbra.
«Che suc­ce­de?» chie­se Megan. Mi ave­va beccato.
«Oh, um» dis­si «Beh, a quan­to pare c’è un blah blah DPS blah blah blah mana blah blah blah fuo­co auto­ma­ti­co blah blah blah.»
«Capi­sco» rispo­se, pro­ba­bil­men­te stu­dian­do i bar­bo­ni più pros­si­mi per sce­glie­re qua­le potes­se esse­re un mari­to migliore.
«Scu­sa» dis­si «Ma me l’hai chie­sto tu.»
«Beh, cre­de­vo fos­se qual­co­sa di sensato.»
«Pfft. Que­sto dimo­stra che non ne capi­sci nulla.»
«Imma­gi­no di sì.»
«Va bene. La pros­si­ma vol­ta che me lo chie­di, ti dirò che le bana­ne han­no un con­te­nu­to di potas­sio inso­li­ta­men­te alto, rispet­to all’altra frut­ta. Così, alme­no il mio bla­te­ra­re ti for­ni­rà qual­che infor­ma­zio­ne importante.»
«Ok.»
Tut­to ciò mi tor­na alla men­te per la musi­ca dei Kings of Leon, la band che ascol­ta­vo duran­te le ses­sio­ni di gio­co. Doma­ni, potreb­be acca­de­re a cau­sa di una chia­ma­ta da par­te di Dave, oppu­re per col­pa di un gat­to somi­glian­te al mio ani­ma­let­to dome­sti­co all’interno del gio­co, o chis­sà cos’altro. È come un buco nero: io gal­leg­gio sem­pre vici­no all’orizzonte degli even­ti di WoW, in atte­sa di una spin­ta. Megan non gio­ca, chia­ra­men­te, e quin­di rie­sco a man­te­ne­re quel­lo che i non-gio­ca­to­ri chia­ma­no “equi­li­brio”. Una vol­ta, dopo una ses­sio­ne di gio­co par­ti­co­lar­men­te movi­men­ta­ta, la infor­mai che ero dive­nu­to il Re degli Orchi. Da quel momen­to in poi, cam­biò il mio nome nel cel­lu­la­re con quel tito­lo. Così, ogni vol­ta che la chia­mo, sul display appa­re “Re degli Orchi”. Sup­pon­go abbia accom­pa­gna­to quel nome con una foto in cui mi esi­bi­sco in un’espressione appro­pria­ta. I mem­bri del­la mia gil­da mi chie­de­va­no per­ché gio­ca­vo sem­pre ad ora­ri così tar­di. Spie­gai loro che, quan­do Megan era sve­glia, pre­fe­ri­vo pas­sa­re il mio tem­po con lei. Il che era, ovvia­men­te, vero. Ed era anche una como­da coin­ci­den­za che, duran­te l’estate, Megan andas­se sem­pre a let­to subi­to dopo il tra­mon­to: così ave­vo un bel po’ di tem­po da dedi­ca­re al gio­co, fino all’alba. 
Dice­vo ai miei com­pa­gni che il tem­po tra­scor­so con lei era più diver­ten­te, ed ero sin­ce­ro. Ma il fat­to che fos­se vero non impli­ca che non fos­se anche fal­so: ovve­ro, gio­ca­vo mol­to di meno di quan­to avrei volu­to. Non rie­sco a spie­gar­le bene il moti­vo per cui per me fos­se così fru­stran­te non poter esse­re onli­ne quan­do lo era­no i miei com­pa­gni di gil­da, o il fat­to che, di dome­ni­ca, non pote­vo fare scor­ri­ban­de a Kara­z­han del­la dura­ta di otto ore, o che non avrei mai otte­nu­to mai l’equipaggiamento miglio­re per­ché non ave­vo il tem­po di fare raid da 25 gio­ca­to­ri. Non rie­sco a spie­gar­le che la ragio­ne per cui Dave e Zarq pro­va­va­no con così tan­ta foga a far­la diven­ta­re una gio­ca­tri­ce era per­ché vole­va­no sta­re più tem­po onli­ne insie­me a noi. E, visto che lei non pote­va capi­re, a me era proi­bi­to fare tut­ta una serie di cose. E, dato che mi era proi­bi­to, sono riu­sci­to ad aggrap­par­mi ai pochi bran­del­li di nor­ma­li­tà che mol­ti dei miei ami­ci han­no perduto.
 
 
31
Gen
2014

heisenb3rg — Infodump

INFODUMP è un album di musi­ca elet­tro­ni­ca sfu­sa e gene­ri­ca (invi­tan­te!) che con­tie­ne le mie pro­du­zio­ni 2014–2015. La lista del­le trac­ce si popo­le­rà con il pas­sa­re del tem­po.
 

24
Gen
2014

Frank Belknap Long — Segugi di Tindalos

Segugi di Tindalos - Cover (low res)

Oggi è usci­to il secon­do volu­me di Love­craft Zero Adden­da, la col­la­na di sto­rie bre­vi in eBook scrit­te da auto­ri d'orrore cosmi­co e/o appar­te­nen­ti al filo­ne dei Miti di Cthu­lhu. I Segu­gi di Tin­da­los, scrit­to dal pro­te­gé di H. P. Love­craft, Frank Bel­k­nap Long, è sta­to scrit­to nel 1928, ed ha reso popo­la­ri le omo­ni­me crea­tu­re, tra le più impor­tan­ti nel pan­theon "bla­sfe­mo ed ese­cran­do" dei Miti.
Tra­ma
L'occultista Hal­pin Chal­mers, dopo aver sco­per­to l'esistenza di una nuo­va dro­ga chia­ma­ta Liao, ini­zia un espe­ri­men­to mira­to ad abbat­te­re le bar­rie­re del tem­po e del­lo spa­zio e, quin­di, far viag­gia­re la sua coscien­za negli ango­li oscu­ri del­la sto­ria dell'universo. Suo uni­co testi­mo­ne ed assi­sten­te, l'amico Frank. Ben pre­sto, Chal­mers si ren­de­rà con­to che, oltre le sfe­re del­lo tem­po, esi­ste un non-spa­zio popo­la­to da intel­li­gen­ze osti­li: la sua tra­sgres­sio­ne non pas­se­rà inos­ser­va­ta alla loro per­fi­da attenzione.

9
Gen
2014

Jack Parsons — Happy Antichristmas!


Il LIBRO DELL'ANTICRISTO è dispo­ni­bi­le! Con que­sto secon­do volu­me del­la col­la­na Par­so­na­ge (l'altro è qui), ho reso dispo­ni­bi­li in ita­lia­no tut­ti gli scrit­ti "pub­bli­ci" di Jack Par­sons: un ter­zo volu­me di let­te­re pri­va­te sarà pub­bli­ca­to nel cor­so del 2014. Chi è Jack Par­sons? Per rias­su­me­re, potrem­mo dire che è il Mari­lyn Man­son del­la scien­za nove­cen­te­sca. Secon­do i cano­ni pulp che tan­to ama­va, si sareb­be potu­to auto­de­scri­ve­re come un mefi­sto­fe­li­co sedut­to­re che ha pas­sa­to la vita ad evo­ca­re demo­ni e spa­ra­re mis­si­li.
Il LIBRO DELL'ANTICRISTO rac­co­glie tut­ti i suoi testi eso­te­ri­ci e reli­gio­si. Bru­ci dal­la voglia di sape­re come evo­ca­re l'incarnazione del­la Lus­su­ria? Vuoi fon­da­re una set­ta Wic­ca e bal­la­re nel pal­li­do ple­ni­lu­nio? Hai mai pen­sa­to di cam­bia­re il tuo nome con uno che col­pi­sca più l'immaginazione… che so, ad esem­pio BELARION, L'ANTICRISTO? Ti sei mai chie­sto come sareb­be la tua vita se a nar­rar­te­la fos­se un Sacro Ange­lo Custo­de nel­la Cit­tà del­le Pira­mi­di? Allo­ra que­sto eBook fa per te!
7
Gen
2014

Recensione di DOMANI sul blog di Daniele Barbieri

Recen­sio­ne di DOMANI — CRONACA DEL CONTAGIO sul blog di Danie­le Bar­bie­ri (e altr*) a que­sto link. Ecco un estratto:

Se ama­te la let­te­ra­tu­ra che met­te al cen­tro gli zom­bie, «Doma­ni: cro­na­ca del con­ta­gio» di Mas­si­mo Spi­ga fa per voi. Scrit­to­re, fumet­ti­sta e tra­dut­to­re – anche di video­gio­chi – Spi­ga è fede­le a due buo­ne idee: che occor­re vaga­bon­da­re di not­te ed esse­re con­su­ma­ti dal fuo­co (se vole­te ve lo ridi­co in lati­no) e che non biso­gna copia­re ma rici­cla­re sìììììì (ddd: cioè Dylan Dog docet).

2
Gen
2014

2013 — L'Anno del Leviatano Ingrifato

L'anno si è con­clu­so ed è rima­sto a mori­re in un luri­do mar­cia­pie­de, pro­prio come meri­ta. L'inizio del nuo­vo anno è sem­pre un otti­mo momen­to per fare un bilan­cio del pas­sa­to recen­te e trar­ne con­si­de­ra­zio­ni di carat­te­re mora­le e filo­so­fi­co. Ma non lo farò, per­ché, sin­ce­ra­men­te, chi se ne fre­ga. Sai cosa mi pia­ce fare? Lun­ghe, noio­se elen­ca­zio­ni di roba. Quin­di, quel­lo che segue si pre­an­nun­cia come il Post Più Noio­so del sep­pur gio­va­ne 2014. Leg­gi­lo a tuo rischio e peri­co­lo. Ecco un aggior­na­men­to a piog­gia sul­le atti­vi­tà arti­sti­che del 2013.

Nar­ra­ti­va

In caso non sia anco­ra sta­to lam­bi­to dal­la tsu­na­mi di spam da me sca­te­na­ta, DOMANI — CRONACA DEL CONTAGIO è usci­to a fine otto­bre. Le ven­di­te stan­no andan­do bene e le rea­zio­ni dei let­to­ri stan­no andan­do benis­si­mo: per­so­ne che non avreb­be­ro toc­ca­to un roman­zo zom­bie nean­che con un basto­ne lun­go 10 metri si sono entu­sia­sma­te per DOMANI. Se non ne hai anco­ra com­pra­to una copia, sap­pi che ti odio a livel­lo per­so­na­le. Ecco una sche­da del libro, men­tre qui tro­vi la pre­sen­ta­zio­ne.
Ver­so la fine dell'estate ho con­clu­so e con­se­gna­to al mio agen­te il mio quar­to roman­zo, prov­vi­so­ria­men­te inti­to­la­to CONTROTEMPO. La tra­ma di que­sto volu­me è avvol­ta in una impe­ne­tra­bi­le cap­pa di segre­to e miste­ro, che nean­che lo sguar­do degli Dei rie­sce a sve­la­re. Il libro ora sta giran­do per le case edi­tri­ci, in cer­ca di una dimora.
Ho scrit­to la sto­ria bre­ve FINE DEL CAMMINO, un rac­con­ti­no su pre­ca­ria­to, pira­mi­di sar­de e mefe­dro­ne che sarà pub­bli­ca­to entro bre­ve. Ti farò sape­re come e quan­do appe­na posso.
Ho svol­to un muc­chio di ricer­che sto­ri­che e docu­men­ta­li per il mio quin­to roman­zo, ANTICRISTO AMERICANO (tito­lo prov­vi­so­rio, natu­ral­men­te), un noir incen­tra­to sul­la mor­te di Jack Par­sons: scien­zia­to, stre­go­ne, liber­ti­no e dis­si­den­te. Ne ho scrit­to un cen­ti­na­io di pagi­ne, su un tota­le di 500 cir­ca. Sarà pron­to entro qual­che mese.
Quest'anno ho avu­to il gran­de ono­re di pre­sen­ta­re il mio pri­mo roman­zo, SCEGLI IL TUO VELENO, alla Fie­ra del Libro di Tori­no, in occa­sio­ne del­la sua pub­bli­ca­zio­ne in for­ma­to eBook da par­te di Edi­zio­ni di Kar­ta. A que­sto link puoi veder­ne una mezz'ora.
Ho scrit­to con­cept e sog­get­to per due ulte­rio­ri roman­zi, anco­ra clas­si­fi­ca­ti TOP SECRET — SOLO PER GLI OCCHI DEL DIRETTORE.
Ho assi­sti­to Cla­ra Mur­tas alla sesta (o for­se set­ti­ma) revi­sio­ne del­la sua sce­neg­gia­tu­ra cine­ma­to­gra­fi­ca, ARGIA. Il cor­to­me­trag­gio è attual­men­te in fase di pre-produzione.
Ho scrit­to un solo arti­co­lo in tut­to l'anno, ma è sta­to suf­fi­cien­te a sca­te­na­re un bel muc­chio di reazioni.

Tra­du­zio­ne

Al prin­ci­pio dell'anno, ho avu­to il pia­ce­re di con­clu­de­re la tra­du­zio­ne del volu­me di Erik Davis CODICI NOMADI — Vol. 1, edi­to da Iper­me­dium Libri. Ti ter­rò infor­ma­to sui suoi con­te­nu­ti e la sua data di usci­ta quan­do sarà il tempo.
Per quan­to riguar­da lo sbril­luc­ci­can­te mon­do del­la cine­ma­to­gra­fia, ho tra­dot­to CAPO E CROCE di Mar­co Anto­nio Pani e Pao­lo Car­bo­ni, i quat­tro epi­so­di del JIMMY'S END CYCLE di Alan Moo­re ed il mat­to­ne psichedelico/fantascentifico polac­co ON THE SILVER GLOBE, di Zulawski.
Per quan­to riguar­da il pro­get­to LOVECRAFT ZERO, pub­bli­ca­to in eBook da Edi­zio­ni di Kar­ta, ne ho tra­dot­to gli ulti­mi 3 volu­mi: CITTA' SENZA NOME, IL TEMPIO e CTHULHU — IL RICHIAMO. I pri­mi due sono già usci­ti, il ter­zo usci­rà a bre­ve. Non è fini­ta qui, comun­que, per­ché tut­ti gli epi­so­di di LOVECRAFT ZERO saran­no pub­bli­ca­ti in un volu­me car­ta­ceo, pre­su­mi­bil­men­te pri­ma dell'estate, da Arka­dia Edi­to­re. Agli 8 rac­con­ti sarà aggiun­ta una lun­ga appen­di­ce in cui la vita di HPL sarà rac­con­ta­ta attra­ver­so fram­men­ti di let­te­re e dia­rio dell'autore.
Ho anche dato il via a qual­che auto­pro­du­zio­ne, ovve­ro la col­la­na LOVECRAFT ZERO ADDENDA (una serie di rac­con­ti love­craf­tia­ni scrit­ti da auto­ri vici­ni al Soli­ta­rio di Pro­vi­den­ce), di cui ho pub­bli­ca­to il pri­mo volu­me, IL SEGNO GIALLO di Robert Cham­bers. La secon­da col­la­na di eBook autoc­to­na è PARSONAGE, una tra­du­zio­ne di tut­ti gli scrit­ti di Jack Par­sons. Il pri­mo volu­me, LIBERTA' (un sag­gio sul libe­ra­li­smo scrit­to da una pro­spet­ti­va eso­te­ri­ca) è già dispo­ni­bi­le, men­tre il secon­do, IL LIBRO DELL'ANTICRISTO, è in fase di edi­ting. Quest'ultimo è, fon­da­men­tal­men­te, un libro di magia nera: è un tuto­rial meti­co­lo­so sull'evocazione di Baba­lon, la Don­na Scar­lat­ta del libro dell'Apocalisse di Gio­van­ni. Per­ché mai far­lo? A quan­to dice l'autore, ser­ve a sca­te­na­re una rivo­lu­zio­ne ses­sua­le pla­ne­ta­ria. Inte­res­san­te, non trovi?

Musi­ca

Dopo aver sco­per­to l'esistenza del gene­re Dark Ambient gra­zie ad un tweet di War­ren Ellis (chi avreb­be mai det­to che Twit­ter ser­va effet­ti­va­men­te a qual­co­sa), ho com­po­sto un inte­ro album a tema. Si chia­ma IT IS THE VOID e com­pren­de 10 trac­ce, per un tota­le di un'ora cir­ca. È musi­ca d'atmosfera: per ascol­tar­la cor­ret­ta­men­te dovrai met­ter­ti le cuf­fie, chiu­de­re gli occhi e lasciar­ti tra­spor­ta­re negli sce­na­ri che ho dipin­to pren­den­do a mar­tel­la­te il mio fida­to synth Animoog.
Ho com­piu­to gli stu­di pre­li­mi­na­ri, rac­col­to la docu­men­ta­zio­ne neces­sa­ria, fat­to la coper­ti­na e mi sono pro­cu­ra­to gli stru­men­ti adat­ti per il mio album 2014, ovve­ro WOBBLY. Sarà un disco di remix dub­step dei can­ti sin­da­ca­li di Joe Hill e del­la Indu­strial Wor­kers of the World.
Ho reso dispo­ni­bi­le su Soun­d­Cloud una por­zio­ne dei miei vec­chi bra­ni, ovve­ro il disco di remix REMIXING YOUR ASS, il mio grea­te­st hits del­la musi­ca pro­dot­ta a caval­lo dei due mil­len­ni FRINGE SCIENCE ed il mio album 2012, NONDESCRIPT. In tota­le, han­no rea­liz­za­to più di 3000 ascol­ti divi­si in una cin­quan­ti­na di nazio­ni diver­se, che, per me, è un dato mostruo­sa­men­te esorbitante.

Gio­chi da tavolo

L'immortale capo­la­vo­ro ludi­co SESTA ESTINZIONE è sostan­zial­men­te pron­to, in ita­lia­no ed ingle­se, ma neces­si­ta qual­che revi­sio­ne ed alleg­ge­ri­men­to sul pia­no del­le rego­le. Spe­ro che il team rie­sca a con­clu­der­lo per quest'anno. In caso non sapes­si di cosa si trat­ta, è un gio­co di car­te in cui vin­ce chi rie­sce ad estin­gue­re pri­ma l'umanità attra­ver­so guer­re civi­li, con­su­mo di risor­se, pani­co mora­le ed altre ame­ni­tà che deco­ra­no le coper­ti­ne dei nostri quotidiani.
Ver­so la fine dell'anno, insie­me ad un altro team, ho ini­zia­to i lavo­ri su un secon­do gio­co di car­te, que­sta vol­ta un sand­box fan­ta­sy. Il pro­get­to è anco­ra in fase TOP SECRET — SOLO PER GLI OCCHI DEL DIRETTORE.

Varie ed eventuali

Dopo aver udi­to per la 382989esima vol­ta la doman­da «Dove tro­vo il tuo libro/­fu­met­to/al­bu­m/­quel­lo-che‑è?», ho crea­to uno sto­re per que­sto sito, l'HEISENB3RG STUDIO, in cui piaz­za­re i link neces­sa­ri per pro­cu­rar­si qual­sia­si cosa sia da me pro­dot­ta in qual­sia­si for­ma. Duran­te l'anno ha rice­vu­to vari resty­ling, inte­gra­zio­ni ed aggior­na­men­ti, ed ora è piut­to­sto fun­zio­nan­te. L'ho usa­to anche per qual­che micro auto­pro­du­zio­ne, come il volu­me NOTTE DELL'AVVENIRE, il rac­con­to gra­tui­to LO STATO DELLA CALIFORNIA e l'antologia STIAMO BENE DOVE SIAMO di Gian­ni Zanata.

Ecco tut­to. Se sei soprav­vis­su­to fino alla let­tu­ra di que­sta fra­se, signi­fi­ca che ti sei meri­ta­to il tito­lo di Esti­ma­to­re di Mas­si­mo Spi­ga, per cui chiun­que ti incro­ci ha l'obbligo lega­le di abbrac­ciar­ti. Pre­go le for­ze cto­nie al di là del­lo spec­chio per­ché il 2014 sia un anno più mise­ri­cor­dio­so del 2013.
2
Gen
2014

Recensione di DOMANI su Letteratura Horror

A que­sto link. Ecco un estratto:

Il roman­zo di Mas­si­mo Spi­ga, Doma­ni — Cro­na­ca del con­ta­gio, rie­sce però ad anda­re oltre al risul­ta­to che ci si potreb­be aspet­ta­re dal­la sem­pli­ce sum­ma degli ingre­dien­ti.[…] Gli even­ti cul­mi­ne­ran­no infi­ne in una visio­ne spa­zia­le e misti­ca del futu­ro dell’umanità, evo­ca­ti­va e tra­sci­nan­te. Sono pagi­ne dove si rag­giun­go­no alte vet­te di liri­smo, che por­ta­no l’opera di Spi­ga ad ele­var­si rispet­to la media dei roman­zi del­lo stes­so gene­re, offren­do­ci una visio­ne astrat­ta e oni­ri­ca da far qua­si invi­dia al Soli­ta­rio di Providence.

7
Dic
2013

Jack Parsons — Libertà


In que­sti gior­ni sto scri­ven­do il mio nuo­vo roman­zo (ho toc­ca­to la pagi­na 100 pro­prio ieri), un noir incen­tra­to sul­la con­tro­ver­sa mor­te di Jack Par­sons, scien­zia­to cru­cia­le nei pro­dro­mi del­la cor­sa allo spa­zio e auto­pro­cla­ma­to "Anti­cri­sto" cali­for­nia­no. Per scri­ver­lo, ho dovu­to affon­da­re le mani in cen­ti­na­ia e cen­ti­na­ia di pagi­ne di docu­men­ta­zio­ne. Dopo aver nota­to che nes­su­no degli scrit­ti di Par­sons è dispo­ni­bi­le in ita­lia­no, ho deci­so di uni­re l'utile al dilet­te­vo­le e tra­dur­li, per poi pub­bli­car­li come eBook. LIBERTA' è il pri­mo volu­me del­la col­la­na. Il secon­do volu­me, IL LIBRO DELL'ANTICRISTO (un'antologia di testi magi­ci e stre­go­ne­schi) è in fase di edi­ting. Il ter­zo volu­me vedrà la luce in qual­che momen­to del 2014. Per ora, godi­ti que­sto trat­ta­to sul libe­ra­li­smo, scrit­to nel 1946 da un ado­ra­to­re di Pan.